GWANGJU SUMMIT OF NOBEL PEACE LAUREATES Gwangju
Corea del Sud 15-17 giugno 2006

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I sudcoreani accolgono con grande entusiasmo il primo Summit dei Nobel per la Pace che si tiene nel loro paese. Centinaia di stendardi e totem come questo sono esposti lungo le strade di Gwangju, città natale dell'ex presidente Kim Dae-jung, Nobel per la pace 2000 e co-promotore del Summit coreano.
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I sudcoreani accolgono con grande entusiasmo il primo Summit dei Nobel per la Pace che si tiene nel loro paese. Diversi stendardi che pubblicizzano l'evento volano nel cielo di Gwangju, città natale dell'ex presidente Kim Dae-jung, Nobel per la pace 2000 e co-promotore del Summit coreano.

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L' ingresso del Kim Dae-jung Convention Center di Gwangju, sede dei lavori del Summit, coreograficamente addobbato per l'occasione, testimonia l'importanza che i coreani hanno voluto attribuire all'evento.

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Cena di benvenuto alla vigilia del Summit. Ragazze nel tradizionale costume sudcoreano accolgono gli ospiti. Nella foto una delle hostess con Cristiano Grandi, co-promotore del Summit per conto della Fondazione Gorbaciov Italia.

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Cena di benvenuto alla vigilia del Summit. L'ex presidente Kim Dae-jung, Nobel per la Pace 2000, rivolge un messaggio di saluto ai partecipanti al forum di Gwangju. Seduti al suo tavolo, anche Mikhail Gorbaciov (a sinistra, seminascosto), l'ex Primo Ministro norvegese Kjell Magne Bondevik (di fronte) e il sindaco di Gwangju Gwang-tae Park (a destra).

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Cena di benvenuto alla vigilia del Summit. Un quartetto d'archi intrattiene gli ospiti. Nel corso della serata si è esibita anche una famosa soprano sudcoreana.

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Kim Dae-jung Convention Center. Cena di benvenuto alla vigilia del Summit. Il co-promotore del Summit, Cristiano Grandi, si intrattiene con Wangari Muta Maathai, kenyota, Nobel per la Pace 2004 per il suo impegno in campo ambientalista.

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Prima dell'inizio dei lavori del Summit, i Nobel per la Pace hanno fatto visita al Memorial di Mangweol-dong dove riposano le vittime della rivolta del Movimento Democratico del 18 Maggio che, nel 1980, portò la democrazia nella Corea del Sud. Nella foto, l'arrivo di Shirin Ebadi, iraniana, Nobel per la Pace 2003.

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Hostess nel tradizionale costume sudcoreano accolgono gli ospiti all'ingresso del Memorial di Mangweol-dong dove riposano le vittime della rivolta del Movimento Democratico del 18 Maggio che, nel 1980, portò la democrazia nella Corea del Sud. Nella foto, l'arrivo del famoso economista Vadim Andreevich Medvedev, consigliere della Fondazione Gorbaciov di Mosca.

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All'ingresso del Memorial di Mangweol-dong dove riposano le vittime della rivolta del Movimento Democratico del 18 Maggio, i Nobel per la Pace sono invitati a firmare il registro dei visitatori illustri. Nella foto, Shirin Ebadi, iraniana, Nobel per la Pace 2003.

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Memorial di Mangweol-dong, Gwangju. Kim Dae-jung e Mikhail Gorbaciov, insieme a tutti gli altri partecipanti al Summit, rendono omaggio alle vittime della rivolta del Movimento Democratico del 18 Maggio che, nel 1980, portò la democrazia nella Corea del Sud.

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Memorial di Mangweol-dong, Gwangju. Kim Dae-jung e Mikhail Gorbaciov, co-presidenti del Summit, si apprestano, con un tradizionale rito coreano, a onorare la memoria dei caduti nella rivolta del Movimento Democratico del 18 Maggio che, nel 1980, portò la democrazia nella Corea del sud.


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Memorial di Mangweol-dong, Gwangju. I partecipanti al Summit mettono personalmente a dimora un albero, per perpetuare, secondo un'antica tradizione coreana, la memoria delle vittime della rivolta del Movimento Democratico del 18 Maggio. Si riconoscono, da sinistra, l'ex presidente della Casa dei Rappresentanti giapponese Takako Doi, Mikhail Gorbaciov, l'ex Premier norvegese Kjell Magne Bondevik e la Nobel per la pace iraniana Shirin Ebadi.

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I Nobel per la Pace partecipanti al Summit di Gwangju sul palco del Kim Dae-jung Convention Centre. Da sinistra: Mary Ellen McNish (American Friends Service Committee, Nobel 1947), Ron McCoy (IPPNW, Nobel 1985), Jonathan Granoff (International Peace Bureau, Nobel 1910), Mairead Corrigan Maguire (Nobel 1976), Wangari Maathai (Nobel 2004), Mikhail Gorbaciov (Nobel 1990), Kim Dae-jung (Nobel 2000), Shirin Ebadi (Nobel 2003), Lilian Gonçalves (Amnesty International, Nobel 1977), Paolo Cotta Ramusino (Pugwash Conferences, Nobel 1995) e il sindaco di Gwangju, Gwang-tae Park.

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Cristiano Grandi, co-promotore del Summit di Gwangju per conto della Fondazione Gorbaciov Italia, durante una pausa dei lavori con Shirin Ebadi, Nobel per la Pace 2003 (a sinistra), Lilian Gonçalves di Amnesty International, Nobel per la pace 1977 e Mairead Corrigan Maguire, Nobel per la Pace 1976 (a destra).

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I due co-promotori che hanno collaborato con Kim Dae-jung nell'organizzazione del Summit di Kwangju: Rune Hersvik (a sinistra), Segretario Generale dell'associazione pacifista norvegese Point of Peace e Cristiano Grandi, all'epoca Segretario Generale della Fondazione Gorbaciov Italia e coordinatore dei Summit Mondiali dei Nobel per la Pace. Nella foto, mentre controllano il testo di un appello per la liberazione della Nobel birmana Aung San Suu Kyi, da sottoporre all'approvazione dell'assemblea.

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Kim Dae-jung Convention Centre, Gwangju. Suggestive danze tradizionali coreane hanno allietato il pranzo di chiusura del Summit, allestito per i Nobel partecipanti e altre centinaia di invitati nella grande sala degli eventi del centro congressi.

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Kim Dae-jung Convention Centre, Gwangju. Un'altro momento delle pittoresche danze tradizionali coreane durante il pranzo di chiusura del Summit.

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Kim Dae-jung Convention Centre, Gwangju . Al termine del Summit, la Nobel per la Pace nordirlandese Mairead Corrigan Maguire (Nobel 1976), registra per la Tv norvegese un appello a favore della liberazione della collega birmana Aung San Suu Kyi (Premio Nobel per la Pace 1991) che si trova da oltre tre anni agli arresti domiciliari per opera del governo militare di Myanmar (ex Birmania).

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Kim Dae-jung Convention Centre, Gwangju . La kenyota Wangari Muta Maathai, Premio Nobel per la Pace 2004 e fondatrice del Green Belt Movement, ritratta al termine del summit di Gwangju insieme a un gruppo di ecologisti sudcoreani.